Chiara B.

 

 

 

Ormai è diventata una costante. Ogni settimana mi arriva in studio qualcuno/a che mi racconta il lavoro impostato dai relativi istruttori.

 

Mezz’ora di cardio a inizio allenamento, giusto per fare arrivare stanchi in sala dove servirebbero le energie fresche.

 

Poi mille giochini tra cavi e cavetti. Decine di serie per gruppo muscolare in soggetto (spesso donna) che si allena da mesi senza l’ombra di un muscolo.

 

Finalmente dopo tre quarti d’ora arriva una distensione con manubri per le spalle, che chiaramente tra stanchezza, abulia atavica e paura di diventare “grosse” viene effettuata con manubri da 2 chili, un carico così irrisorio che è come starsene sul divano di casa.

 

E per finire altra mezz’ora di cardio. Due ore e mezza di allenamento totali.

 

Il tutto contornato da MERLUZZO A COLAZIONE, SPUNTINO, PRANZO E CENA (e sorvoliamo sul doping vario ed eventuale proposto in allegato).

 

 

La mancanza di risultati è solo l’ultima delle preoccupazioni, la cosa più grave è che in questo modo si spinge la gente verso disturbi del comportamento alimentare.

 

QUALE ESSERE UMANO SANO DI MENTE PUÒ VOLERE STARE DUE ORE E MEZZA IN PALESTRA E MANGIARE MERLUZZO TUTTI I GIORNI A COLAZIONE?

 

Chiara in foto. Oltre 37 chili tirati giù in meno di un anno mangiando come un essere umano.

 

 

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