Marchigiana
Inizialmente era simile alla Chianina. Verso la fine dell'Ottocento, per migliorarne la struttura, fu incrociata prima con la Chianina stessa e poi con la Romagnola. Ne è venuta fuori una culturista.
È una razza che predilige il pascolo brado. In primavera/estate vive all'aperto, nutrendosi di erbe spontanee che conferiscono alla carne aromi unici. In inverno, l'alimentazione viene integrata con foraggi secchi (fieno) e cereali (orzo, mais) rigorosamente non OGM.
Il risultato è una carne magra ma tenera, con una marezzatura (grasso intramuscolare) finissima che la rende succosa senza essere pesante.
È più magra di un petto di pollo in alcuni tagli, per chi crede che carne rossa significhi obbligatoriamente
grasso. Valori di colesterolo paragonabili al pesce bianco.
Essendo una carne magra, richiede una frollatura medio-lunga (almeno 20-30 giorni) per rompere le fibre muscolari e renderla tenerissima (la frollatura, rompendo le fibre, "pre-digerisce" in un certo senso le proteine, rendendole e più facili da scomporre per l’organismo).
Insieme a Chianina e Romagnola, è l’unica carne che può fregiarsi della certificazione IGP, grazie alla quale si ha la certezza di un animale cresciuto senza l'uso di ormoni o sostanze che favoriscono la ritenzione idrica. Quello che comprate è muscolo reale, non acqua che evapora in padella.
È una delle migliori carni da consumare crude, battute al coltello o come carpaccio. In questo modo si preservano tra l’altro le vitamine del gruppo B che tendono a ridursi leggermente con le alte temperature della cottura.
Mai cuocerla oltre il grado "al sangue": essendo povera di grasso esterno, se si supera la cottura media diventa asciutta e perde la sua magia.








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