Fassona

 

Alla base di quella trasformazione muscolare dell’animale c’è la mutazione di un gene, quello della miostatina, la proteina che frena la crescita muscolare.

 

Quindi significa che rimuovendo quel freno, la crescita diventa smisurata.

 

Risultato: più carne e meno grasso.

 

È una mutazione naturale, non è ottenuta in laboratorio. É comparsa spontaneamente in natura. A quel punto, la mano dell’uomo ha provveduto a fare il resto, facendo accoppiare tra di loro i capi con la mutazione e radicando il carattere.

 

La prima a presentare la mutazione fu la Blu belga nel 1898. Nella piemontese si scoprì alla fine dello stesso secolo.

 

Sebbene di solito carne più magra significhi meno tenera, in questo caso la carne è di una tenerezza estrema. Questo perché la mutazione inibisce lo sviluppo del connettivo (collagene).

 

Essendo priva di grasso (che proteggerebbe le fibre dal calore), se venisse cotta troppo diventerebbe subito asciutta. Perciò, la destinazione ottimale è il consumo a crudo, battuta al coltello o all’albese. Oppure, scottata velocemente in padella o alla brace, meglio ancora come hamburger, lasciandola rigorosamente al sangue o rosa al centro, altrimenti l’effetto soletta è assicurato. 

 

 

 

 

 

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