Glutine e Hashimoto

 

Due parole sulla ipotetica correlazione tra Tiroidite di Hashimoto e glutine.

 

È vero che chi ha Hashimoto ha un rischio più elevato di essere celiaco. Ma questo non vuol dire che il glutine aumenti il rischio di Hashimoto.

 

Non c’è alcuna prova certa che l'eliminazione del glutine riduca gli anticorpi anti-TPO, quelli che attaccano per errore l'enzima (TPO), fondamentale per la produzione di ormoni tiroidei. C’è un solo studio (1) che ha analizzato donne con Hashimoto non celiache. 

 

Quelle che hanno seguito una dieta senza glutine per sei mesi hanno mostrato una riduzione dei titoli anticorpali (anti-TPO e anti-TG). Tuttavia, lo studio è piccolo (solo 34 persone), è durato poco e non ha mostrato cambiamenti significativi nel valore del TSH. Inoltre la mancanza di “doppio cieco” con la dieta (il paziente sa cosa mangia), introduce l'ipotesi di un forte effetto placebo.

 

 

Altre ricerche (2, 3) hanno confermato che, sebbene molti pazienti traggano beneficio soggettivo (riecco l’ombra del placebo), non ci sono prove sufficienti per raccomandare una dieta senza glutine a tutti i pazienti Hashimoto non celiaci.

Questo vale anche per altri alimenti solitamente temuti, come soia, latticini e crucifere:

 

- la soia può solo interferire con l'assorbimento dell’Eutirox (basta assumerla a distanza di diverse ore dal farmaco);

 

- i latticini sono un problema solo in chi ha intolleranze al lattosio, ma di nuovo la correlazione è solo con l'assorbimento del farmaco (che può peggiorare a causa dell'infiammazione intestinale); è vero che molti pazienti con Hashimoto soffrono di intolleranza al lattosio, ma non c'è prova che il latte attacchi la tiroide;

 

- le crucifere (cavoli, broccoli) contengono goitrogeni, che sulla carta possono interferire con l'assorbimento dello iodio inibendo la funzione tiroidea, ma se ne dovrebbero mangiare quantità industriali e rigorosamente crude (cotte sono sicure) per avere un effetto negativo.

 

Ma io da quando ho tolto il glutine sto meglio...È perché si è ridotta la sensibilità sistemica e il carico di lavoro del sistema immunitario, che simula l'infiammazione autoimmune.

 

Cioè, togliere il glutine può aiutare a ridurre i sintomi gastrointestinali come gonfiore e dolore, comuni in chi soffre di tiroidite di Hashimoto. Ma l’effetto non è sulla tiroide, è sull’infiammazione sistemica

 

Il paziente attribuisce il merito al "senza glutine", mentre ha semplicemente ridotto la disbiosi intestinale. Ridurre il carico infiammatorio sistemico aiuta a gestire i sintomi collaterali, ma non spegne l'autoimmunità tiroidea. 

 

Quando un paziente toglie glutine o latticini e "sta meglio", spesso è perché ha stabilizzato l'assorbimento del farmaco, portando il TSH a livelli ottimali, non perché ha curato la tiroide con la dieta.

 

Il glutine va evitato solo da chi è celiaco o sensibile al glutine.

 

Tant’è che oggi si è passati dall’incolpare il glutine ai FODMAPs. Molti cereali contenenti glutine (frumento, orzo, segale) sono ricchi di fruttani, un tipo di FODMAP, il che spiega perché la dieta senza glutine possa ridurre i sintomi riferiti in Hahimoto. Quindi potrebbero essere i fruttani e non il glutine. Ma togliere il glutine va più di moda.

 

Risposte semplici a problemi complessi.

 

 

 

 

 

 BIBLIOGRAFIA

 

  1. Krysiak R, Szkróbka W, Okopień B. The Effect of Gluten-Free Diet on Thyroid Autoimmunity in Drug-Naïve Women with Hashimoto's Thyroiditis: A Pilot Study. Exp Clin Endocrinol Diabetes. 2019 Jul;127(7):417-422.
  2. Haefliger S et al. NUT midline carcinomas and their differentials by a single molecular profiling method: a new promising diagnostic strategy illustrated by a case report. Virchows Arch. 2021 May;478(5):1007-1012. 
  3. Ashfold M et al. Photo-protection/photo-damage in natural systems: general discussion. Faraday Discuss. 2019 Jul 11;216(0):538-563.