Si può guarire dal diabete?

 

 

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Soggetto con diabete che per ulteriori complicanze aveva subito calo di peso di circa 10 chili, debilitandosi. Il nostro obiettivo dunque era duplice: aumentare di peso e far scendere glicemia ed emoglobina glicata.

 

Il che era una sfida in termini medici, tant’è vero che quando ci siamo riusciti il diabetologo è rimasto di stucco chiedendogli come fosse stato possibile ottenere l’aumento di peso facendo allo stesso tempo scendere gli altri due valori.

 

Spiego brevemente per chi non fosse del settore cosa siano glicemia ed emoglobina glicata.

 

La glicemia forse è più conosciuta ed è semplicemente il valore di zuccheri nel sangue. Preso a sé non è un dato attendibile perché come si può facilmente intuire basta una “mangiata” abbondante in carboidrati per farlo salire.

 

L'emoglobina glicata invece esprime l’andamento della glicemia nei tre mesi precedenti. Dunque per chi ha il diabete è una spia molto più attendibile della sola glicemia (anche qui però attenzione perché se si hanno continue ipo e iperglicemie, la media della glicata potrebbe esprimere normalità quando in realtà normalità non c’è stata; ma non è questo il nostro caso perché la glicemia veniva misurata quasi quotidianamente e in momenti diversi della giornata). Più è alta la glicata, maggiore è il rischio di complicanze diabetiche future.

 

Ci siamo quindi messi all’opera, e di mese in mese il peso saliva e i valori scendevano fino a portarsi alla soglia della normalità: glicemia ridotta di 100 punti e glicata praticamente rientrata nei valori limite (<6%).

 

Ovviamente siamo stati bene attenti a che il peso salisse in maniera pulita, controllando che grasso e circonferenza addominale rimanessero invariati. Di conseguenza, a ogni controllo il diabetologo diminuiva il dosaggio della terapia antidiabetica, fino a ridurlo a una sola compressa.

 

Siamo ancora in fase di miglioramento e puntiamo alla normalizzazione definitiva dei valori glicemici e al successivo mantenimento degli stessi.

 

Ora, la domanda dell'articolo è provocatoria e nessuno si sogni di curare il diabete autonomamente disattendendo le terapie prescritte. Si lavora di concerto con il diabetologo con l’obiettivo del miglior risultato possibile.

 

Ma c'è ormai una mole di dati importanti (1, 2, 3, 4, 5, 6) che dimostra che se si interviene sollecitamente con una dieta efficace, la prognosi possa cambiare e il diabete regredire anche in via definitiva. 

 

Bisogna innanzitutto capire il problema dov’è.

 

  1. Il pancreas non produce insulina?
  2. L’insulina c’è ma non riesce ad agire (c’è dunque insulino-resistenza)?
  3. L’insulina c’è ma non in quantità sufficiente (cioè le cellule del pancreas stanno esaurendo le proprie capacità di produzione)?

  

Nella prima ipotesi non si può fare granché, perché le cellule del pancreas purtroppo sono andate e occorre unicamente ricorrere all'insulina esogena.

 

Negli altri due invece si può ancora intervenire. E più tempestivamente si agisce, maggiori sono le probabilità di remissione. 

 

Nel caso di insulino-resistenza, oltre alla dieta, conta molto anche l'attività fisica perché "risveglia" i siti di utilizzo degli zuccheri, cioè i muscoli.

 

Nel caso di insufficiente produzione insulinica, invece, è la dieta a rivestire un ruolo cardine. Se infatti il soggetto è sovrappeso, le cellule del pancreas che producono insulina ricominciano a funzionare grazie alla perdita di peso (resta comunque il fatto che in alcuni pazienti il difetto di produzione di insulinica è irrecuperabile, soprattutto se non preso in tempo).

 

Nel nostro caso siamo andati oltre. Abbiamo dimostrato che anche senza calo di peso, ma anzi addirittura con un aumento, la situazione migliora fino alla normalizzazione. Questo non è facile da spiegare ma ragionevolmente è attribuibile a un miglioramento della composizione corporea: meno grasso intracellulare e più massa magra recettiva al glucosio

 

Adesso puntiamo alla stabilizzazione definitiva dei valori, dopodiché l’eventualità che la situazione non riprecipiti rimane tutta nelle mani del paziente e nel consolidamento delle abitudini alimentari acquisite. 

 

 

 

 

BIBLIOGRAFIA 

 

1) Taylor R, Calorie restriction for long-term remission of type 2 diabetes, Clin Med (Lond), 19 (1), 37–42, 2019.

 

2) Taylor R, Al-Mrabeh A, Sattar N, Understanding the mechanisms of reversal of type 2 diabetes, Lancet Diabetes Endocrinol, S2213-8587 (19) 30076-2, 2019.

 

3) Taylor R et al, Remission of Human Type 2 Diabetes Requires Decrease in Liver and Pancreas Fat Content but Is Dependent upon Capacity for β Cell Recovery, Cell Metab, 2, 28 (4), 547-556, 2018.

 

4) Taylor R, Barnes AC, Translating aetiological insight into sustainable management of type 2 diabetes, Diabetologia, 61 (2), 273-283, 2018.

 

5) Taylor R, Calorie restriction and reversal of type 2 diabetes, Expert Rev Endocrinol Metab, 11 (6), 521-528, 2016.

 

6) Taylor R, Banting Memorial lecture 2012: reversing the twin cycles of type 2 diabetes, Diabet Med., 30 (3), 267-75, 2013.

 

 

 

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