Dallo zucchero alle canne

 

 

Bambini e adolescenti dovrebbero fare attenzione all’eccesso di zuccheri non solo per il pericolo di ingrassare, ma perché l’esposizione a un eccesso di zuccheri in un’età in cui il cervello è particolarmente plastico ha un effetto sul cervello stesso: aumentano le connessioni tra i neuroni (perché il singolo neurone sottoposto a quella tempesta di zuccheri non ce la fa a raccogliere tutte le informazioni che riceve).

 

Quello che potrebbe sembrare un aspetto positivo in realtà è un problema, perché quando il soggetto diventerà adulto richiederà ancora input del genere. Se questi non arrivano perché si assumono meno zuccheri, le vie possibili sono due:

 

- il soggetto rischia di sviluppare un disturbo alimentare di tipo bulimico

 

- oppure si deprime (anche perché diminuiscono i recettori per la dopamina) e se non può accedere allo zucchero, ciò può essere il trigger per andare a reperire altre sostanze di compenso come le droghe

 

Il secondo punto si sviluppa perché gli zuccheri utilizzano la stessa via di gratificazione che utilizzano le droghe. Questo significa che lo zucchero determina le stesse sensazioni associate agli stimolanti: ricerca continua della fonte di gratificazione (lo zucchero, appunto) e sintomi di astinenza quando questa manca. 

 

Non è un caso che i consumatori abituali di stupefacenti abbiano un’attrazione particolare verso il dolce o comunque cibi altamente palatabili, mi riferisco sia alla “fame chimica” che i consumatori di cannabinoidi conoscono bene, sia alla loro predilezione per le bevande alcoliche zuccherate (limoncello, vodka aromatizzata, crema di whisky, drink alcolici del commercio). 

 

Come sempre, lontani da complottismo e terrorismo: si parla di eccessi, il dolce è piacevole e non bisogna in alcun modo proibirlo, tanto meno ai bambini. Si tratta solo di educarli al consumo del tipo, della quantità e della frequenza. I prodotti del commercio pronti per il consumo sono progettati con alto ingegno per sfruttare queste azioni e creare dipendenza. Più gliene date, più i bambini ne cercheranno, più loro ne venderanno.

 

Non si tratta di disassuefare, si tratta di non assuefare.

 

 

 

 

 

Bibliografia

 

1. Nestler EJ et al. Molecular and cellular basis of addiction. Science 1997; 278 (5335) 58-63.

 

2. Chavez MN, Rigg KK. Nutritional implications of opioid use disorder: A guide for drug treatment providers. Psychol Addict Beha. 2020.

 

 

3. Weikop P, Jensen KL, Thomsen M. Effects of muscarinic M1 receptor stimulation on reinforcing and neurochemical effects of cocaine in rats. Neuropsychopharmacology. 2020. 

 

4. Newman M, Ferrario CR. An improved demand curve for analysis of food or drug consumption in behavioral experiments. Psychopharmacology (Berl). 2020; 237(4):943-955. 

 

 

 

 

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